9 dicembre 2009 0 Commenti

Rapporto Artigiancassa: imprenditori artigiani attenti ed equilibrati nei finanziamenti

logoArtigiancassa , la banca di riferimento degli artigiani, partecipata al 73,9% da BNL – Gruppo BNP Paribas e al 26,1% da Confartigianato, CNA, Casartigiani e Fedart Fidi – ha pubblicato oggi, 9 dicembre, i risultati della 14esima edizione del “Rapporto sul credito e sulla ricchezza finanziaria delle imprese artigiane”. Lo studio, elaborando dati pubblicati da Banca d’Italia nel giugno scorso, mette a confronto i finanziamenti in essere alle imprese artigiane al 31 dicembre 2008 con quelli di fine 2007, fornendo un focus sullo stato del settore, nel periodo più profondo della crisi economico-finanziaria internazionale. Il Rapporto, che è disponibile sul sito www.artigiancassa.it  offre inoltre uno sguardo sulle dinamiche del mondo artigiano degli ultimi dieci anni, dal 1999 al 2008. Nel periodo in esame, i finanziamenti in essere alle imprese artigiane si sono attestati a 59,5 miliardi di euro), in flessione del 2,5% sull’anno precedente. La controtendenza rispetto al sistema produttivo nel suo complesso – in cui i finanziamenti nello stesso periodo sono aumentati del 4,3% (passando da 1.501 a 1.565 miliardi) – denota una maggiore sensibilità del comparto artigiano alle conseguenze derivanti dal rallentamento dell’economia. Va comunque evidenziato che i finanziamenti alle imprese artigiane , tra il 1999 e il 2007, avevano registrato un lungo periodo di crescita .

Il Rapporto Artigiancassa rileva inoltre variazioni minime relative all’importo medio del fido, che passa dai 40.800 euro di fine 2007 ai 39.800 euro del 2008. All’interno di questo dato medio, continua invece ad essere ampia la differenza degli importi a livello geografico: l’oscillazione va, infatti, dai 102.600 euro del Trentino Alto Adige ai 16.000 euro delle imprese artigiane campane. Dalle rilevazioni di Artigiancassa emerge principalmente la continua e progressiva crescita del ricorso, da parte delle aziende artigiane, a finanziamenti a medio e lungo termine rispetto a quelli a breve: a fine 2008, infatti, tali finanziamenti erano pari a 55,8% dell’erogato (33,2 miliardi di euro), segnale questo di un’accresciuta maturità del comparto, che fa sempre minor ricorso al credito a breve, preponderante invece sino a pochi anni fa.

Lo studio analizza infine la ricchezza finanziaria delle imprese artigiane: i depositi bancari del comparto(risultano a fine 2008 pari a 15,4 miliardi di euro) diminuiscono di 600 milioni di euro rispetto all’anno precedente, con un peso percentuale sul totale dei depositi, a livello di sistema, ridotto rispetto al passato (1,9% contro 2,1%; Tabella 4 e Grafico 3).Anche questo dato, alla luce del contesto economico e di settore, conferma l’adozione di un comportamento sempre più attento ed equilibrato da parte degli imprenditori artigiani, che preferiscono“autofinanziarsi” nel breve termine – utilizzando la propria liquidità – e ricorrere a finanziamentisoprattutto per progetti di investimento di medio lungo termine.

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