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	<title>Prestiti Blog &#187; news e attualità</title>
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	<description>Tutte le novità sul mondo dei prestiti</description>
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		<title>Rapporto Artigiancassa: imprenditori artigiani attenti ed equilibrati nei finanziamenti</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:32:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Artigiancassa , la banca di riferimento degli artigiani, partecipata al 73,9% da BNL – Gruppo BNP Paribas e al 26,1% da Confartigianato, CNA, Casartigiani e Fedart Fidi – ha pubblicato oggi, 9 dicembre, i risultati della 14esima edizione del “Rapporto sul credito e sulla ricchezza finanziaria delle imprese artigiane”. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-56" title="logo" src="http://prestiti-blog.com/wp-content/uploads/2009/12/logo.jpg" alt="logo" width="248" height="72" />Artigiancassa</strong> , la banca di riferimento degli artigiani, partecipata al 73,9% da BNL – <strong>Gruppo BNP Paribas </strong>e al 26,1% da Confartigianato, CNA, Casartigiani e Fedart Fidi – ha pubblicato oggi, 9 dicembre, i risultati della 14esima edizione del <strong>“Rapporto sul credito e sulla ricchezza finanziaria delle imprese artigiane”</strong>. Lo studio, elaborando dati pubblicati da Banca d’Italia nel giugno scorso, mette a confronto i <strong>finanziamenti</strong> in essere alle imprese artigiane al 31 dicembre 2008<strong> </strong>con quelli di fine 2007, fornendo un focus sullo stato del settore, nel periodo più profondo della crisi economico-finanziaria internazionale. Il Rapporto, che è disponibile sul sito www.artigiancassa.it  offre inoltre uno sguardo sulle dinamiche del mondo artigiano degli ultimi dieci anni, dal 1999 al 2008. Nel periodo in esame, i finanziamenti in essere alle imprese artigiane si sono attestati a 59,5 miliardi di euro), in flessione del 2,5% sull’anno precedente. La controtendenza rispetto al sistema produttivo nel suo complesso &#8211; in cui i finanziamenti nello stesso periodo sono aumentati del 4,3% (passando da 1.501 a 1.565 miliardi) &#8211; denota una maggiore sensibilità del comparto artigiano alle conseguenze derivanti dal rallentamento dell’economia. Va comunque evidenziato che i finanziamenti alle imprese artigiane , tra il 1999 e il 2007, avevano registrato un lungo periodo di crescita .</p>
<p>Il Rapporto Artigiancassa rileva inoltre <strong>variazioni minime </strong>relative all’<strong>importo medio del fido</strong>, che passa dai 40.800 euro di fine 2007 ai 39.800 euro del 2008. All’interno di questo dato medio, continua invece ad essere ampia la differenza degli importi a livello geografico: l’oscillazione va, infatti, dai 102.600 euro del Trentino Alto Adige ai 16.000 euro delle imprese artigiane campane. Dalle rilevazioni di Artigiancassa emerge principalmente la continua e progressiva crescita del ricorso, da parte delle aziende artigiane, a<strong> finanziamenti a medio e lungo termine </strong>rispetto a quelli a breve: a fine 2008, infatti, tali finanziamenti erano pari a 55,8%<strong> </strong>dell’erogato (33,2 miliardi di euro), segnale questo di un’accresciuta maturità del comparto, che fa sempre minor ricorso al credito a breve, preponderante invece sino a pochi anni fa.</p>
<p>Lo studio analizza infine la ricchezza finanziaria delle imprese artigiane: i depositi bancari del comparto(risultano a fine 2008 pari a 15,4 miliardi di euro) diminuiscono di 600 milioni di euro rispetto all’anno precedente, con un peso percentuale sul totale dei depositi, a livello di sistema, ridotto rispetto al passato (1,9% contro 2,1%; Tabella 4 e Grafico 3).Anche questo dato, alla luce del contesto economico e di settore, conferma l’adozione di un comportamento sempre più attento ed equilibrato da parte degli imprenditori artigiani, che preferiscono“autofinanziarsi” nel breve termine &#8211; utilizzando la propria liquidità &#8211; e ricorrere a finanziamentisoprattutto per progetti di investimento di medio lungo termine.</p>
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		<title>Credito al consumo: tra incentivi auto, normative, e previsioni</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo tre trimestri di cali a doppia cifra, il quarto trimestre 2009 dovrebbe segnare una parziale tenuta per il mercato del credito al consumo italiano, con un graduale ritorno a segni positivi nel 2010 grazie anche al possibile rinnovo degli incentivi auto, condizione ritenuta importante affinchè questo avvenga.
Credito al consumo: potrebbe crescere nel 2010
Sono queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-33" title="mps_logo" src="http://prestiti-blog.com/wp-content/uploads/2009/11/mps_logo.gif" alt="mps_logo" width="211" height="88" />Dopo tre trimestri di cali a doppia cifra, il quarto trimestre 2009 dovrebbe segnare una parziale tenuta per il mercato del <strong>credito al consumo</strong> italiano, con un graduale ritorno a segni positivi nel 2010 grazie anche al possibile rinnovo degli incentivi auto, condizione ritenuta importante affinchè questo avvenga.</p>
<p><strong>Credito al consumo: potrebbe crescere nel 2010</strong><br />
Sono queste le principali previsioni dell’Area Research di BMPS (, il gruppo <strong>Monte dei Paschi di Siena</strong>,in collaborazione con <strong>Consum.it</strong>) contenute nel report “Analisi e previsioni sul mercato del credito al consumo in Italia”. Le attese per l’ultimo trimestre dell’anno e per il 2010 lasciano intravedere una progressiva ripresa fortemente correlata e condizionata al tanto atteso ”improvement” dell’intero quadro macro, mentre il calo a fine 2009 si aggira attorno al 10%. Per le principali società del mercato del credito al consumo (un business che nonostante negli ultimi due anni abbia visto importanti concentrazioni mostra ancora spazio per ulteriori consolidamenti) le strategie d’obbligo per il prossimo futuro rimangono quindi, in attesa di una decisa ripresa del business, fortemente focalizzate sulla ricerca di una maggiore efficienza e di un miglioramento della strumentazione nella gestione e nel recupero del credito.</p>
<p><strong>Gli italiani si indebitano meno rispetto alla media europea</strong><br />
Il mercato italiano partito in ritardo rispetto agli altri paesi europei presenta un gap rispetto ai principali paesi UE: in termini di incidenza sul PIL il  credito al consumo italiano (seppur in recupero a partire dal 2000) è ancora alle spalle di tutti i maggiori mercati (Italia al 6,9% vs UK al 18%, Spagna al 9,5%, Francia al 9%). Un gap che in termini pro capite è quantificabile in circa 530 euro rispetto ai principali paesi europei e in circa 2.300 euro rispetto alla popolazione UK e che mostra al suo interno anche molte differenziazioni regionali. Molto “sviluppato” il Centro Sud (Sicilia e Lazio risultano le regioni con la maggiore incidenza del credito al consumo), poco credito al Nord per i consumi  (in Trentino nonostante i prestiti personali siano cresciuti del 37% nel 2008 si “presta” il 50% in meno rispetto alla media nazionale). Chiara simmetria inoltre tra le regioni che presentano la più alta incidenza delle rate dei mutui sui redditi medi delle famiglie e quelle con la più alta penetrazione di credito al consumo.</p>
<p><strong>I prodotti del credito al consumo più usati</strong><br />
Nei primi otto mesi del 2009 (come rileva Assofin) le erogazioni di credito al consumo sono state pari a circa 37 miliardi di euro (-11,8% a/a), ma con molte differenziazioni a seconda dei prodotti: i prestiti personali e finalizzati (80% circa delle totale consistenze) sono scesi del -16% circa, carte di credito +1%, cessione del quinto +10%; questa sarà (pur con qualche miglioramento) anche la situazione che avremo a fine anno. Il bilancio sarebbe stato ben più negativo in assenza degli incentivi auto: BMPS stima che gli incentivi abbiano già “portato” (Agosto 2009) nelle casse dei prestiti circa 600 milioni di euro e per fine anno il “contributo” potrebbe attestarsi intorno al miliardo di euro. Ecco perché gli incentivi (insieme ai consumi) restano una variabile cruciale anche per il 2010; se non venissero rinnovati le stesse previsioni sui prossimi trimestri sarebbero meno rosee.</p>
<p>Nel modello di BMPS si evince come la tanto attesa ripresa prevista per il 2010 si rifletterà sull’intera redditività del comparto sia in termini di erogazioni (ISECC, indice sintetico erogazioni credito al consumo) che di rischiosità seppur con impatti e tempistiche diverse e tuttavia concentrate nella seconda parte dell’anno. In particolare le erogazioni dovrebbero crescere del 4%, con l’aggregato prestiti personali e finalizzati su del 3% circa, l’aggregato carte di credito e cessione del quinto ancora con tassi superiori alla media totale.</p>
<p>Proprio nel mercato della plastic money, sebbene a metà 2009 gli italiani mostrino ancora un forte gap rispetto ai principali paesi europei, sia in termini di “operatività” che di possesso di carte (mediamente una famiglia italiana possiede 1,6 carte, praticamente la metà di quelle possedute dai principali paesi europei), i tassi di crescita del numero e del valore delle transazioni nel 2009 sono però significativi. L’Italia è infatti l’unico tra i principali paesi a mostrare un segno positivo dopo che già nel 2008 si era assistito ad una crescita ben superiore ai principali peers: semplice chiusura del gap o maggiore affanno per le famiglie italiane?<br />
Discorso analogo per la cessione del quinto, le cui erogazioni sono cresciute negli ultimi cinque trimestri (a partire dall’inizio della crisi) ad un tasso medio del 37%, mentre tutto il mercato del credito al consumo scendeva mediamente del 6%.</p>
<p>BMPS si concentra poi sull’intera rischiosità del business: su questo fronte prudenza e ottimismo appaiono obbligati a camminare di pari passo (viste le non rosee previsioni sul tasso di disoccupazione); la difficoltà a rimborsare le rate (ritardi di pagamento superiori a 180 giorni) oggi interessa il 4,6% dei crediti (era circa il 2,6% nel 2006, fonte Assofin) e solo gradualmente potrebbe ritornare nel 2010 a livelli medi del 4,3%, proprio dopo aver toccato proprio a fine 2009/inizio 2010 il picco delle difficoltà.</p>
<p>L’analisi effettuata infine da BMPS sui bilanci delle principali società del credito al consumo (23 società, pari a circa l’80% del settore in termini di consistenze) fotografa un business che ha chiuso il 2008 con una redditività contenuta (Redditività sugli attivi, ROA,  pari a 0,25%) a seguito dalla crescita del costo del credito (pari all’ 1,70% degli impieghi) e da una struttura dei costi non troppo efficiente (cost/income medio del 53%). In previsione di un 2009 con contenzioso in forte aumento e redditività ridotta dal calo delle erogazioni, appare indispensabile da qui a fine 2010 porre molta attenzione ad alcuni temi quali il cost cutting e la gestione/recupero dei crediti. Proprio su quest’ultimo punto risulterà sempre più necessario migliorare la strumentazione per l’underwriting e per il recupero crediti, con l’adozione di approcci differenziati per cliente e per cluster di credito e l’introduzione di modelli statistici anche nel recupero.  Nonostante le importanti concentrazioni degli ultimi due anni proprio queste tematiche potrebbero spingere ad un ulteriore consolidamento del settore, che ad oggi vede i primi 5 operatori controllare circa il 47% del mercato, quota che nel panorama bancario è controllata dai primi 3 players.</p>
<p><strong>La normativa 2010 sul credito al consumo</strong></p>
<p>Nel frattempo, l’anno prossimo dovrebbe cambiare la normativa sul credito al consumo: le direttive dovrebbero garantire più trasparenza e diritti per i consumatori, oltre ad uniformare le offerte di credito al consumo a livello europeo. Un credito al consumo “senza frontiere” insomma, che potrebbe aumentare la concorrenza nel settore. Per saperne di più, si può leggere questo post sul<a href="http://www.mondo-prestiti.it/credito-al-consumo/normativa-2010-sul-credito-al-consumo/" target="_blank"> blog di Mondo Prestiti</a>.</p>
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		<title>Finanziamenti alle Pmi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 16:56:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intesa Sanpaolo ha sottoscritto il contratto di finanziamento con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) a valere sulla convenzione ABICDP che regola la nuova iniziativa di finanziamento alle Piccole e Medie Imprese, da parte del sistema bancario italiano. L’iniziativa è realizzata attraverso l’utilizzo della provvista messa complessivamente a  isposizione da Cassa Depositi e Prestiti al sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana;"><strong>Intesa Sanpaolo</strong> ha sottoscritto il contratto di finanziamento con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) a valere sulla convenzione ABICDP che regola la nuova iniziativa di finanziamento alle <strong>Piccole e Medie Imprese</strong>, da parte del sistema bancario italiano. L’iniziativa è realizzata attraverso l’utilizzo della provvista messa complessivamente a  isposizione da Cassa Depositi e Prestiti al sistema bancario in due tranches, di cui la prima di circa  3 miliardi di euro e una seconda di 5 miliardi di euro per un totale pari a  8 miliardi di euro. Intesa Sanpaolo attingerà alla prima tranche di fondi CDP per un importo di circa  600 milioni di euro, mentre la quota di utilizzo relativa alla seconda parte, verrà determinata nel febbraio 2010ù, in base a criteri previsti dalla Convenzione ABI-CDP. Il prodotto che verrà offerto alle PMI con finalità di investimento o incremento del capitale circolante, godrà dell’esenzione dall’imposta sostitutiva ed avrà condizioni competitive rispetto ai <strong>finanziamenti</strong> bancari ordinari.La commercializzazione è prevista a partire da fine del mese scorso, sia presso gli sportelli di Intesa Sanpaolo che presso le seguenti controllate del Gruppo: Mediocredito Italiano, Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio di Venezia, Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, Banca dell’Adriatico, Cassa di Risparmio in Bologna, Banca di Trento e Bolzano, Banco di Napoli, Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, Banca di Credito Sardo, Banca CR Firenze, Cassa di Risparmio di Civitavecchia, Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e Cassa di Risparmio della Spezia.</span></p>
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		<title>Prestiti: le banche meno rigide</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:43:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le banche oggi sono meno rigide nei criteri di concessione dei prestiti. E&#8217; il risultato di un&#8217;indagine di ottobre sul credito bancario nell&#8217;area dell&#8217;euro condotta dall&#8217;Eurosistema e diffuso dall’agenzia giornalistica italiana Agi nei giorni scorsi. Nel terzo trimestre del 2009, si legge nel bollettino della Bce (la Banca Centrale Europea), la percentuale netta di banche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>banche</strong> oggi sono meno rigide nei criteri di concessione dei<strong> prestiti</strong>. E&#8217; il risultato di un&#8217;indagine di ottobre sul credito bancario nell&#8217;area dell&#8217;euro condotta dall&#8217;Eurosistema e diffuso dall’agenzia giornalistica italiana Agi nei giorni scorsi. Nel terzo trimestre del 2009, si legge nel bollettino della Bce (la Banca Centrale Europea), la percentuale netta di banche che segnalavano criteri più rigidi per la concessione di prestiti e linee di credito a favore delle imprese e&#8217; ancora diminuita in misura considerevole, portando l&#8217;irrigidimento netto quasi  a zero. Si e&#8217; portata all&#8217;8% a fronte del 21% del secondo trimestre e del 43% del primo. L&#8217;irrigidimento netto è sostanzialmente uguale per le grandi imprese (11%) e per le piccole e medie imprese (12%). Il dato conferma quindi ulteriormente le indicazioni di un punto di svolta nel trend di irrigidimento rilevato in occasione dell&#8217;indagine di aprile.<br />
Gli istituti interpellati, continua l&#8217;Istituto di Francoforte, hanno anche segnalato nel terzo trimestre una riduzione al 14% (dal 22% del secondo trimestre)dell&#8217;irrigidimento netto dei criteri applicati alla concessioni di<strong> prestiti alle famiglie</strong> per l&#8217;acquisto di abitazioni ma anche per il <strong>credito al consumo</strong> (al 13% dal 21%). Per il quarto trimestre le banche si attendono un lieve allentamento netto dei criteri per l&#8217;erogazione dei prestiti alle imprese e un ulteriore calo dell&#8217;irrigidimento netto per i prestiti alle famiglie. Quanto alla domanda da parte delle imprese e&#8217; rimasta negativa toccando un livello pari al -20% (a fronte del -29% del secondo trimestre), mentre quella netta di mutui per l&#8217;acquisto di case e&#8217; aumentata al 10% dal 4% del secondo.</p>
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		<title>Credito al consumo: le fasce medio alte lo usano per programmare le spese</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:01:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I risultati dell’analisi di UniCredit Consumer Financing confermano, in Italia, il cambio di tendenza sul mercato: a richiedere un prestito è sempre più un cliente benestante che vuole pianificare le proprie spese importanti, dal matrimonio all’università dei figli. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p>I risultati dell’analisi di UniCredit Consumer Financing confermano, in Italia, il cambio di tendenza sul mercato: a richiedere un prestito è sempre più un cliente benestante che vuole pianificare le proprie spese importanti, dal matrimonio all’università dei figli. La novità emerge da una nota pubblicata da Unicredito nellaquale vengono tracciati anche i tipi di prestiti più richiesti. Ai finanziamenti  sempre più fasce della popolazione con un reddito medio alto e soprattutto uomini tra i 35 e i 44 anni con un lavoro a tempo indeterminato e un reddito mensile superiore ai 2.000 euro netti al mese. Un cambio di tendenza, come ha segnalato Unicredit che, spiega Raffaele Cicala, Ceo UniCredit consumer financing, mostra come oggi siamo di fronte a un &#8220;consumatore evoluto&#8221;, che ricorre al prestito come forma di programmazione delle proprie spese straordinarie che permette di sfruttare la possibilità di rimborsare il pagamento in modo dilazionato nel tempo.“La società e le richieste che ne provengono – afferma Marco Siracusano Country Manager Italy di UniCredit Consumer Financing &#8211; mostrano sempre più nel nostro Paese un profilo del consumatore dinamico, in evoluzione. Sembrano proprio essere le famiglie giovani quelle che, prima si affidavano all’aiuto delle famiglie di origine, a richiedere ora finanziamenti. E questo perché imparano a gestire al meglio il proprio ‘portafoglio’, programmare le spese importanti, capire quando si possono fare e fino a che punto ci si può indebitare senza perdere il controllo della situazione. Se esistono casi in cui le famiglie sono indebitate, esistono sempre più casi in cui ci si sposta verso un uso programmato e conveniente del finanziamento. Ed è per questo che vogliamo parlare sempre più di ‘wise credit’, credito saggio: vogliamo dare tutti gli strumenti e le informazioni al nostro cliente per accompagnarlo verso una scelta finanziaria consapevole e saggia, che tenga conto del suo bisogno di programmazione e di serenità”.</p>
<p><strong>La destinazione d’uso </strong></p>
<p>Dall’approfondimento sulla clientela di UniCredit Consumer Financing sono soprattutto due i settori trainanti nella richiesta di finanziamenti. Al primo posto ci sono le cosiddette “occorrenze familiari”: operazioni mediche, l’università per i figli, i matrimoni, gli acquisti di arredamento per la nuova casa. Tutti eventi che richiedono un impegno di spesa importante &#8211; problematico da affrontare con un pagamento unico – e che mostrano il mutamento di tendenza nei consumi delle famiglie: non solo elettrodomestici e mobili, ma anche pianificazione di eventi sul lungo periodo. Queste spese sono diventate la voce principale per le famiglie, tanto da arrivare ad affiancare il settore finanziamenti auto, storicamente al primo posto e che si attesta circa sul 20% del totale richiesto.</p>
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		<title>In leggera crescita le spese per i viaggi</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:48:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La finanziaria Findomestic rileva un leggero ottimismo in crescita per le spese dedicate ai viaggi. Dopo un momento di flessione, secondo le analisi compiute dall’istituto di credito Findomestic, le previsioni di acquisto a tre mesi sono in crescita dell’8,5%, mentre per altri settori le stime sono in calo. Secondo l’Osservatorio mensile di Findomestic Banca, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La finanziaria Findomestic rileva un leggero ottimismo in crescita per le spese dedicate ai viaggi. Dopo un momento di flessione, secondo le analisi compiute dall’istituto di credito Findomestic, le previsioni di acquisto a tre mesi sono in crescita dell’8,5%, mentre per altri settori le stime sono in calo. Secondo l’Osservatorio mensile di Findomestic Banca, la fiducia degli italiani è calata nel mese di ottobre, ma il settore del turismo sembra essersi salvato. I dati sulle previsini di acquisto a tre mesi infatti indicano una performance positiva nel settore dei viaggi e delle vacanze, andando a posizionarsi su una percentuale di crescita del +8,5%. Crescono anche gli acquisti nel settore dell&#8217;abbigliamento e delle attrezzature sportivo con un +8%. Confermata anche la propensione all&#8217;aumento del risparmio in calo. Un tendenza che era già iniziata ad agosto 2009.</p>
<table style="height: 22px;" border="0" cellpadding="0" width="14">
<tbody>
<tr>
<td width="746"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Prestiti per mettere &#8220;alla pari&#8221; convenienza e trasparenza</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:59:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E al termine la prima campagna pubblicitaria di Fiditalia approvata dal Comitato di Controllo dell&#8217;Istituto dell&#8217;Autodisciplina Pubblicitaria nell&#8217;ambito del progetto “Alla Pari”.
Fiditalia, uno dei principali operatori nel settore del credito al consumo, è stata, infatti, la prima società ad aderire all’iniziativa orientata a un credito al consumo più responsabile.  La società finanziaria ha richiesto lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E al termine la prima campagna pubblicitaria di Fiditalia approvata dal Comitato di Controllo dell&#8217;Istituto dell&#8217;Autodisciplina Pubblicitaria nell&#8217;ambito del progetto “Alla Pari”.</p>
<p>Fiditalia, uno dei principali operatori nel settore del credito al consumo, è stata, infatti, la prima società ad aderire all’iniziativa orientata a un credito al consumo più responsabile.  La società finanziaria ha richiesto lo scorso settembre (e lo ha ottenuto) il marchio “Alla Pari”per la comunicazione di uno dei suoi prodotti, GiàPagato.</p>
<p>“Alla Pari” è un’iniziativa  delle associate Assofin, verso un credito al consumo più responsabile e una maggior consapevolezza dei consumatori prima di sottoscrivere un finanziamento.  Si tratta di un altro passo verso la volontà di rendere più chiari e comprensibili, anche dai non addetti ai lavori, i messaggi pubblicitari di prodotti finanziari. Il marchio apposto sulle pubblicità dei prodotti finanziari, indica che la comunicazione è stata sottoposta al parere preventivo del Comitato di Controllo dell&#8217;Istituto dell&#8217;Autodisciplina Pubblicitaria ed è stata giudicata conforme ai criteri di comprensibilità, correttezza e trasparenza.</p>
<p>Già Pagato, il primo prestito Fiditalia marchiato con il “controllo qualità” di Alla Pari, è invece un finanziamento assolutamente innovativo sul mercato per il quale chiarezza e trasparenza della comunicazione sono ancora più rilevanti.</p>
<p>La campagna stampa con il marchio “Alla pari è partita a settembre 2009 e terminerà nel mese di novembre 2009.</p>
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		<title>Frodi creditizie in aumento: le strategie per proteggersi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 15:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Soono in aumento le frodi creditizie. I settori più colpiti: prestiti personali, cessione del quinto, prestiti finalizzati. Alla Camera è in discussione una legge per difendere il consumtore. Intanto le banche e finanziarie ideano strategie di difesa. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come faccio a non farmi fregare? Quali sono gli enti  autorevoli di cui mi posso fidare?</p>
<p>Del tema si è occupato il prestigioso quotidiano di finanza e mercati Il Sole 24 ore, che all&#8217;argomento “come evitare le frodi del credito” ha dedicato un lungo articolo. Che parte da un assunto: nel 2008 in Italia sono stati 25.000 i casi di frodi creditizie (+11% rispetto al 2007), per un importo complessivo superiore ai 145 milioni di euro (+29%).<br />
Il tipo  di finanziamento più colpito è il prestito finalizzato (oltre il 74% dei casi). Sono cambiati anche gli oggetti protagonisti dei “pacchi” creditizi. Un tempo era l’elettronica di consumo, oggi le fregature, anzi, vere e proprie truffe, colpiscono il settore auto e moto. Anche l’arredamento  registra un aumento di frodi creditizie: dal 7% nel 2007 all&#8217;11% nel 2008. Segnale che i frodatori puntano maggiormente a beni di importo più elevato.<br />
Sono però in aumento anche le frodi su prodotti finanziari che negli anni precedenti presentavano una minore rischiosità. Cresce infatti quasi della metà (del 47%) il peso delle frodi creditizie legate all&#8217;emissione di carte rateali con identità altrui. Truffe anche per i prestiti personali in crescita e persino della cessione del quinto. Insomma: nessuno escluso: pensionati, lavoratori dipendenti, prestiti personalizzati, cessione del quinto dello stipendi o della pensione, senza dimenticare le carte di credito: le truffe sono in salita.  Mentre alla Camera è in discussione un disegno di legge per prevenire queste truffe e proteggere i consumatori, alcuni istituti di credito si sono mossi. Molte carte di credito hanno attivato un comodo e utilissimo servizio di sms. Ogni volta che qualcuno utilizza si riceve in diretta, un messaggio sul cellulare che avverte che si sta usando la carta di credito. CartaSì manda un sms che dice cosa si sta acquistando e quanto costa. Se non si riconosce il pagamento, si chiama un numero verde e si blocca la spesa con la credit card. Visa e MasterCard hanno messo a punto i sistemi di protezione antifrode &#8220;Verified by Visa&#8221; e &#8220;SecureCode MasterCard&#8221;, con delle password di protezione. Per gli acquisti online con il circuito Banca Intesa inoltre si può realizzare una carta di credito virtuale a scadenza per gli acquisti su internet, che sarà inutilizzabile una volta effettuati. In ogni caso, la regola che vale per tutti è: controllare gli estratti conto e se non si riconosce la spesa, rivolgersi alle autorità competenti sempre.</p>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inizia quest&#8217;avventura con questo primo post. In un periodo di crisi sono purtroppo sempre pi&#249; le persone che hanno bisogno di richiedere un prestito per far fronte a spese non previste o esigenze particolari. Noi italiani non siamo molto propensi al debito e pochi di noi conoscono la normativa e la terminologia che ruotano intorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inizia quest&#8217;avventura con questo primo post. In un periodo di crisi sono purtroppo sempre pi&ugrave; le persone che hanno bisogno di richiedere un prestito per far fronte a spese non previste o esigenze particolari. Noi italiani non siamo molto propensi al debito e pochi di noi conoscono la normativa e la terminologia che ruotano intorno al mondo dei prestiti.<br />E poco per questo parte Prestiti Blog, un sito dove parleremo insieme di prestiti personali, finalizzati e non, carte revolving, mutui e tutto quello che ruota intorno al mondo del credito. Vi spiegheremo tutti i segreti e le cose importanti da controllare prima di richiedere un prestito e infine vi aiuteremo a scegliere il prestito con gli interessi migliori per il vostro profilo.</p>
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